il metodo

Mission della cooperativa, attraverso l’inserimento lavorativo nelle diverse attività gestite, è la promozione umana e l’integrazione sociale di persone in situazione di disagio personale o sociale.

 

L’obiettivo è valorizzare le caratteristiche di ogni persona, così da permettere a ognuno di esprimere le proprie potenzialità e svolgere la mansione che gli è più congeniale.       

 

Il nostro modo di agire si ispira al principio di sussidiarietà: ovvero il passaggio dal “fare per” al “fare con” le persone.

 

Siamo una global service al contrario: siamo entrati in molti nuovi settori per valorizzare i talenti (spesso talenti residui) delle persone, non viceversa. La progettualità e il lavoro di rete spesso consentono di trasformare difficoltà e disagio in opportunità, per cui la persona svantaggiata diviene una risorsa per se stessa e per gli altri.

 

Operiamo con una logica di rete (ad esempio nel mondo del carcere, interagendo con detenuti, agenti di polizia penitenziaria, operatori esterni anche volontari, personale del carcere, magistratura, ministero) stabilendo relazioni con altri mondi, soprattutto l’imprenditoria locale e nazionale e le pubbliche amministrazioni.

 

Il fattore qualificante è il lavoro: non c’è il lavoro da una parte e la persona dall’altra, si può vivere il proprio lavoro come un momento in cui la persona trova soddisfazione e viene valorizzata.

 

Puntiamo alla qualità. Il risvolto sociale è una motivazione a perseguire l’eccellenza e a porsi sul mercato in competizione con gli operatori più qualificati.

 

Il lavoro dev’essere vero, con una formazione, una qualificazione delle persone, un accompagnamento mirato caso per caso, gli orari, le mansioni precise. Soprattutto, un lavoro utile.

 

Miriamo ad abbattere la recidiva. Attraverso i percorsi di inserimento avviati a Padova, la media nazionale che si può stimare del 90% scende a percentuali trascurabili. L’abbattimento della recidiva comporta grandissimi benefici economici e sociali per la collettività.

 

Anche per quanto riguarda la disabilità, il lavoro rimane un punto fondamentale del nostro metodo, non solo per valorizzare le capacità residue, ma anche per favorire l’autocoscienza e il benessere delle persone. L’integrazione tra mondo del carcere e disabilità inoltre spesso aiuta a sviluppare, nel confronto tra esperienze, un atteggiamento più positivo verso il lavoro e la vita in generale. Lo scopo rimane sempre rendere la persona protagonista, non destinataria di interventi di carattere assistenzialistico.  

 

Dal lavoro nasce la dimensione culturale, l’approfondirsi di un criterio di giudizio, che può suggerire linee di azione utili per un intero settore. Di qui il tentativo di favorire una riflessione e un miglioramentocambiamento della legislazione, a partire da buone prassi sperimentate in tema di inserimento lavorativo.

 

Il cambiamento è possibile. Tanti episodi di ripensamento, di svolta personale, di ripresa di motivazioni, di vera e propria rinascita verificati in questi anni possono essere occasione di cambiamento e di corresponsabilità per tutti: operai, tecnici e imprenditori.