NOTE DI LIBERTÀ E SPERANZAUN CONCERTO DITRASFORMAZIONE E RINASCITA

La Cooperativa Sociale Giotto continua i festeggiamenti per il quarantesimo compleanno donando alla città – per fare insieme festa – il concerto “Note di Libertà e Speranza”, riempiendo la sala Giotto della Fiera di Padova: 1100 spettatori in presenza, 400 online sparsi per l’Italia (un centinaio solo ad Alcamo, sede siciliana aperta 5 anni fa) e da varie parti del mondo, un vero e proprio sold out.

Molti i protagonisti, in primis l’Orchestra di Padova e del Veneto (OPV), diretta dal primo violino Antonio Aiello, che ha utilizzato gli strumenti dell’Orchestra del Mare, realizzati con il legno delle barche dei migranti. Dopo averne interiorizzato il significato profondo, i maestri dell’OPV hanno suonato questi strumenti unici in un’esecuzione appassionata di rara partecipazione.

Ad aprire il programma, un intenso Marco Paolini, accompagnato dalla Piccola Orchestra dei Popoli (cinque musicisti provenienti ciascuno da Paese diversi), ha dato voce all’“Orazione”, testo curato da Ciro Menale liberamente tratto da Memoria del legno di Paolo Rumiz. Paolini, nei panni di Azobè, il vecchio albero secolare della foresta africana che ha donato il suo tronco ai maestri d’ascia per realizzare intrepide barche da pesca, poi finite nelle mani dei trafficanti e diventate vettori di terrore e morte nel Mediterraneo, ha raccontato il canto delle barche spiaggiate a Lampedusa. Le assi, trasformate da liutai e detenuti delle carceri di Opera e Secondigliano, sono rinate come strumenti musicali tanto colorati quanto carichi di intensità di vita.

Un chiaro messaggio di trasformazione e rinascita, reso possibile dal progetto “Metamorfosi” della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, fondata nel 2012 da Arnoldo Mosca Mondadori e Marisa Baldoni, con lobiettivo di rendere possibile attraverso diversi progetti in Italia e all’estero l’espressione dei talenti e il recupero della dignità di ogni persona, in particolare di chi si trova in stato di fragilità e disagio, per permettere ad ogni animo umano, senza distinzioni, di realizzarsi nella bellezza. Il presidente Arnoldo Mosca Mondadori, con un violoncello del mare tra le mani, lo ha definito “legno eucaristico che parla e trasforma le coscienze”, introducendo un video commovente sul dramma dei migranti – sogni, speranze e morti nel Mare Nostrum, oggi troppo spesso divenuto cimitero d’Europa –, un crogiuolo di emozioni accompagnato dall’esecuzione dell’“Aria sulla quarta corda” di Johann Sebastian Bach.

Emozioni forti, quelle suscitate da questa tragedia, che troppo spesso si tende a dimenticare o a ridurre, quasi non esistessero strade possibili per affrontarla. Soluzioni facili non ce ne sono, ma per chi, come la Cooperativa Sociale Giotto, da sempre ha scelto di accompagnare le persone in difficoltà, accogliere e sostenere percorsi di trasformazione e rinascita come quello promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti rappresenta un punto vivo e coerente della propria storia. E in occasione del quarantesimo anniversario diventa anche motivo per riflettere e far riflettere sulla propria identità di ispirazione cattolica, che ha guidato e continua a guidare la mission della cooperativa a fianco di persone detenute, disabili e fragili, come ha ricordato anche Paolo Giaretta, – attualmente vicepresidente dell’OPV – sottolineando la novità che Giotto ha portato nel territorio padovano fin dai suoi esordi, quando era sindaco di Padova.

Condotta con garbo da Maria Concetta Mattei, volto noto delTG2, la serata è stata dunque l’occasione per declinare ulteriormente tale impegno, richiamando l’ispirazione originaria di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. Come ha ricordato uno dei fondatori della cooperativa, Nicola Boscoletto, “don Giussani ci ha insegnato a non rinunciare ai propri sogni e a non lasciare che il passare degli anni corrompesse quel desiderio puro di essere felici per sempre, rimanendo sempre con il cuore disponibile a incontrare chi si trova nel bisogno, perché solo dei cuori trasformati possono cambiare il mondo”.

Alla figura di don Giussani, profondamente convinto del potere educativo e spirituale della musica, è stato dedicato il Quartetto d’archi n. 15 in La minore, op. 132 di Ludwig van Beethoven, introdotto dalla lettura “Un dialogo con chi ci ha fatto il cuore”, sempre affidata a Marco Paolini. Il testo è tratto dalla collana Spirto Gentil, che raccoglie i commenti di don Giussani a grandi composizioni musicali. L’Orchestra di Padova e del Veneto ha poi proseguito con musiche di Vivaldi e Bach, concludendo il concerto con Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone, perfettamente in linea con la storia della Cooperativa, aperta alla speranza, al dialogo, alla concordia ed alla pace, gli obiettivi che da sempre hanno ispirato e continueranno ad ispirare il lavoro della Cooperativa Sociale Giotto.

Ma la serata ha riservato anche altre sorprese. Ognuno dei 1100 spettatori ha ricevuto in dono una piccola Croce di Lampedusa, realizzata con lo stesso legno delle barche dei migranti e accompagnata da una preghiera di Papa Francesco. A consegnarne una all’Orchestra di Padova e del Veneto è stata proprio una persona che quel mare lo ha attraversato davvero: un giovane partito dalla Nigeria nel 2016, passato attraverso la Libia, approdato a Lampedusa dopo mesi di sofferenze e oggi al lavoro con la cooperativa dopo un periodo trascorso in carcere. Una presenza viva, capace di dare carne e volto al significato più profondo dell’intera serata.

Nel corso dell’evento è stato inoltre annunciato un nuovo progetto che la Cooperativa Sociale Giotto, insieme all’Organizzazione di Volontariato Amici della Giotto, realizzerà nei prossimi mesi: un laboratorio all’interno del Carcere di Padova dove verranno prodotte ostie destinate anzitutto alle due carceri padovane e a tre realtà significative del territorio, la Basilica di Sant’Antonio, il Santuario di San Leopoldo e l’Opera della Provvidenza Sant’Antonio. Anche questa iniziativa nascerà in collaborazione con la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti.

Al termine è stata lanciata anche una raccolta fondi a sostegno di due iniziative: da una parte l’Associazione Vale de Acór, importante realtà sociale di Lisbona, con cui Giotto collabora da anni e che ha subito gravi danni dagli eventi atmosferici che hanno colpito il Portogallo nei mesi scorsi; dall’altra la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, con l’obiettivo di contribuire all’acquisto di un mezzo di trasporto per l’Orchestra del Mare e per i suoi strumenti, così da favorire la diffusione del Progetto “Metamorfosi” in molti altri luoghi.

Con questo concerto – che è seguito al convegno del 26 febbraio scorso dedicato al futuro della cooperazione sociale e ospitato nell’Aula Magna di Palazzo del Bo, all’Università di PadovaGiotto Cooperativa Sociale ha celebrato un traguardo straordinario: 40 anni di presenza attiva nella società, durante i quali la fragilità è stata trasformata in risorsa e lo svantaggio in opportunità. Oggi la cooperativa coinvolge nel lavoro oltre 600 persone, di cui più di 150 svantaggiate; dal 1986 a oggi, inoltre, oltre duemila persone svantaggiatehanno trovato in Giotto non soltanto un’opportunità lavorativa, ma una vera valorizzazione personale e umana. Questi 40 anni sono la dimostrazione che il lavoro può davvero essere strumento di dignità per tutti e che insieme si costruisce un futuro migliore.

A tutti coloro che hanno collaborato e continuano a collaborare con questo grande sogno, nei saluti finali il presidente della Cooperativa Sociale Giotto, Gianluca Chiodo, ha voluto semplicemente rivolgere un sentito Grazie: “Note di Libertà e Speranza, infatti, non era solo un titolo, era una risposta al nostro tempo ferito da guerre e distruzioni, da odio e divisioni. Questo quarantesimo compleanno è stato perciò la luminosa testimonianza di una speranza che arriva attraverso i cuori di chi non si arrende, non rinuncia ai propri sogni: cuori trasformati che accolgono il dono della vita”. Sempre più convinti che “le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo”, come amava ripetere don Giussani.

Il video completo del Concerto

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CREDITS: Studio 7AM