2020: filo rosso di un anno speciale

2020: il filo rosso

di un anno speciale

Le comunicazioni del nostro 2020

Qui di seguito le lettere e gli auguri che hanno accompagnato un anno davvero particolare, chiaramente condizionato dall’emergenza da Covid-19. Ci sono fatti e spunti di riflessione che val la pena riprendere.


Santa Messa di Ringraziamento

Basilica di Sant’Antonio – 20 dicembre 2020

Highligts video

https://youtu.be/EET9FcoJcH8

Highligts foto


Giardini terapeutici: un'opportunità da cogliere

Giardini terapeutici:
un'opportunità da cogliere

PREMESSA

Numerose ricerche hanno finora dimostrato l’importanza del contatto con il mondo naturale nel miglioramento del benessere psico-fisico della persona: l’interazione con luoghi naturali come parchi e giardini favorisce la ripresa dallo stress e la rigenerazione delle risorse cognitive. Gli effetti benefici del verde sono stati ulteriormente dimostrati nell’ambito degli studi sui giardini terapeutici, definiti come giardini appositamente progettati per la cura dei pazienti in contesti ospedalieri e/o riabilitativi.

In questo ambito Giotto cooperativa sociale ha sviluppato una progettualità articolata in più fasi, le prime due dedicate allo studio, ricerca e sperimentazione. La prima di esse, il progetto Esperide, è stata ideata per ricercare soluzioni innovative proprio su questa tematica, coinvolgendo un team del C_Lab edizione 2020, iniziativa interdisciplinare lanciata dalla Fondazione Unismart dell’Università di Padova che ha coinvolto 6 persone tra studenti, laureati e dottorandi di varie facoltà. Esperide a sua volta si innesta all’interno di un progetto ancor più ampio e di maggiore durata (progetto Verbena), svolto in collaborazione con il dipartimento di Psicologia generale e il Tesaf (Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali) dell’Università di Padova. In sostanza, Esperide funge da trigger di lancio per un disegno più approfondito, incentrato sul trasferimento di conoscenze tra il mondo accademico dell’università, il mondo economico delle imprese e un ambito sociosanitario importante del territorio come le residenze per anziani e non, che abbiano al loro interno strutture e percorsi di cura per persone affette da demenza.

CONTAMINATIONLAB

A conclusione della terza edizione, mercoledì 14 ottobre 2020 all’Auditorium del Centro Culturale Altinate San Gaetano a Padova, si è svolta la cerimonia di presentazione dei progetti sviluppati dai team partecipanti al C-Lab 2020, con l’aggiudicazione di un premio in denaro per le tre idee migliori. Quest’anno la finale è stata ospitata nell’ambito del Galileo Festival, la settimana dell’innovazione, a testimoniare l’importanza di un evento che porta alla luce la creatività e la spinta ad innovare dei suoi partecipanti.

Il Contamination Lab Veneto è infatti uno spazio di collaborazione con imprese e associazioni creato da Unismart, la Fondazione dell’Università di Padova per la realizzazione di servizi ed eventi innovativi finalizzati a far emergere le abilità di studenti e laureati dell’ateneo patavino, oltre che una reale opportunità di dar vita alle stesse idee dei partecipanti per la creazione di future start-up.

Il percorso di questa edizione – avviato a fine marzo scorso che con un programma di formazione elaborato ad-hoc dal dipartimento di economia su tematiche legate all’imprenditorialità per progettare e realizzare soluzioni a problemi della nostra società o a sfide provenienti dall’industria – ha visto la costituzione di sette team pronti a sviluppare progetti d’innovazione aziendale o sociale, spaziando tra l’ottimizzazione di processo e prodotto e lo sviluppo di nuovi modelli di prodotto o di servizio.

ESPERIDE

All’edizione 2020 ha partecipato anche un team associato alla nostra cooperativa con il progetto Esperide, spin off innovativa nel campo dei giardini terapeutici destinati alle strutture sanitarie che accolgono pazienti con demenza, con particolare focus sui malati di Alzheimer.

Visti i progetti presentati, possiamo ben dire che il nostro team ha davvero impressionato per il livello di risultati raggiunto, al di là del meritatissimo secondo posto ufficiale.

La tematica di grande rilevanza sociale è stata affrontata con un approccio multidimensionale di prim’ordine per consentire uno sviluppo della progettualità che fosse allo stesso tempo estremamente innovativo e completo. Risultato: una service box in grado di fornire soluzioni a più livelli, in un’ottica di miglioramento continuo, dove un sistema di monitoraggio costante e preciso permette di aggiornare le soluzioni, sempre in linea con l’evoluzione delle condizioni di pazienti e le cure dei caregivers. Insomma, un ciclo di progettazione, realizzazione e manutenzione condiviso per un giardino terapeutico davvero bello, funzionale e sempre fruibile.

Dopo un importante lavoro di ricerca dell’ambito, sono stati svolti diversi incontri con importanti protagonisti del settore per indirizzare al meglio le nostre ricerche.

Innanzitutto ci siamo recati presso “Casa Madre Teresa di Calcutta” di OPSA dove Giotto ha realizzato nel 2005 i Giardini Alzheimer, per incontrare di persona il dottor Andrea Melendugno che si prende cura degli ospiti con demenza.

In seguito, per comprendere dal vivo alcuni aspetti della partnership con la cooperativa sociale Giardineria Italiana del Gruppo Piante Mati 1909, un’azienda vivaistica con un ramo specializzato nella costruzione di giardini terapeutici, ci siamo recati a Pistoia per instaurare un dialogo con Andrea Mati e con il professor Giulio Masotti, geriatra dell’Università di Firenze, specializzato in giardini terapeutici.

Inoltre abbiamo preso parte ad un board aziendale con i vertici di OIC, una comunità̀ di Centri Residenziali per anziani con sede principale a Padova e sedi periferiche in tante città del nord Italia, per capire come adattare meglio le nostre soluzioni alle loro esigenze.

Infine, è stato organizzato un importante meeting a Pistoia dove si è iniziato a discutere in modo più concreto sulle varie realtà che si interessano di giardini terapeutici in Italia, a cui hanno partecipato tra gli altri il prof. Andrea Ungar e il dott. Enrico Mosello dell’Università di Firenze, nonché la prof.ssa Francesca Pazzaglia di Psicologia generale e Raffaele Cavalli del Tesaf dell’Università di Padova.

Video pitch

Video finale


Giotto e Rio Terà dei Pensieri, le cooperative sociali in prima fila per la produzione di mascherine e gel igienizzante

Giotto e Rio Terà dei Pensieri, le cooperative sociali in prima fila per la produzione di mascherine e gel igienizzante

IL PROGETTO

Ai blocchi di partenza, pronto a reagire ai cambiamenti epocali, c’è in prima linea anche il mondo del non profit e delle “imprese sociali”. Grandi cambiamenti portano a grandi bisogni e in questi casi le strade che si aprono sono due: sfruttare i bisogni o rispondere ai bisogni. La parte sana delle cooperative sociali, che è la preponderante, è sempre stata impegnata, e sempre lo sarà, a rispondere ai bisogni delle persone nel miglior modo possibile. Ecco allora che la cooperazione serra le fila e fa sistema, ancora una volta reinventandosi e innovando. E sentendosi parte della risposta nazionale all’emergenza Coronavirus. «Come cooperative sociali, Giotto e Rio Terà dei Pensieri non potevano sottrarci a questa sfida». «Anche noi, sostiene il presidente della cooperativa Giotto Nicola Boscoletto, siamo stati fortemente colpiti dal tornado Coronavirus. Grazie a Dio una parte delle attività (anche se non a pieno regime) sono continuate. Mossi dalla nostra Mission – “creare (in questo caso un grande risultato sarebbe mantenere) opportunità lavorative tanto per persone normodotate che svantaggiate, sostenute e accompagnate nella scoperta della propria dignità” – ci siamo buttati a capofitto nel cercare nuovi mercati, nuove modalità lavorative per salvare quanti più posti possibile di lavoro e dare al contempo il nostro contributo di fronte a questa terribile emergenza sanitaria. Questa partita la vogliamo giocare fino in fondo, e se dovessimo perderla (ma speriamo di no) vogliamo perderla sul campo, non a tavolino».

«Di fronte all’emergenza sanitaria e alle difficoltà del periodo, continua la presidente della cooperativa Rio Terà dei Pensieri Liri Longo, abbiamo reagito utilizzando i nostri punti di forza, che sono la creatività e la capacità di innovare. Così abbiamo utilizzato il nostro know how nella formulazione di prodotti cosmetici per produrre gel igienizzante. Nel periodo in cui i nostri clienti principali, le strutture turistico ricettive, sono chiuse, abbiamo dovuto aprire nuove opportunità di mercato per salvaguardare i posti di lavoro. La nostra economia e il nostro lavoro sono molto legati a Venezia e agli eventi culturali e di attrazione turistica che vi si celebrano. Venendo a mancare questo indotto, siamo rimasti senza commesse e siamo molto preoccupati».

LA DONAZIONE, UN GESTO DI GRATITUDINE

Giotto e Rio Terà dei Pensieri hanno deciso di donare all’AUlSS 3 Serenissima 1.000 kit contenenti ciascuno una mascherina Tipo I e un flaconcino di gel igienizzante. Vuole essere un gesto di attenzione nei confronti tutti gli operatori civili, soprattutto della sanità, che in questo periodo di emergenza, si sono spesi generosamente, fino al rischio della vita.

E in questi mesi le persone detenute, sia del carcere della Giudecca di Venezia che del carcere Due Palazzi di Padova sono rimaste colpite da tale disponibilità e a loro volta hanno dato esempio di generosità promovendo delle raccolte di fondi per il mondo sanitario. Il gesto di oggi aggiunge un elemento importante perché avviene attraverso il frutto del proprio lavoro: lavoro, che innanzitutto intende esprimere il senso di gratitudine profonda per la possibilità di lavorare in un momento come questo.

Le persone detenute (donne e uomini) che stanno lavorando a questo nuovo progetto, assieme a tutti gli altri detenuti della cooperativa Giotto e Rio Terà dei Pensieri, hanno scritto due pensieri che accompagnano questo gesto: «È un gesto semplice che nasce dal cuore di tutti noi che lavoriamo in carcere, detenuti ed operatori esterni. In particolare per le persone detenute, pur dentro tutti gli errori che abbiamo commesso, poter fare anche dei piccoli gesti di solidarietà ci fa sentire più vivi: è il modo con cui potersi sentire parte di questa società».

Questa importante donazione è stata resa possibile anche grazie alla sensibilità ed al sostegno di Veneta Sanitaria Finanza Progetto da un lato, e dall’altro di GPI, partner di riferimento nel mondo della sanità e del sociale. Veneta Sanitaria Finanza Progetto gestisce, fin dall’avvio, tutti i servizi non sanitari dell’Ospedale dell’Angelo. Uno dei migliori progetti di partenariato pubblico privato, quanto mai efficace alla luce degli importanti progetti che Veneta e la ULSS hanno in comune per il futuro. GPI è un gruppo quotato in Borsa, con diverse sedi in Italia e all’estero. Nello specifico GPI gestisce parte delle prenotazioni e del Front End dell’AULSS 3 Serenissima grazie anche ad alcuni operatori detenuti nel carcere Due Palazzi di Padova.

 AULSS 3 SERENISSIMA

“Riceviamo dalle mani della Cooperativa Giotto e della Cooperativa Rio Terà dei Pensieri – ha sottolineato il Direttore Generale dott. Giuseppe Dal Ben – una donazione piena di significato. Immaginiamo di destinare queste mascherine prodotte da persone, che pur avendo commesso degli errori, stanno tentando di ricostruire la loro vita a quelle persone altrettanto speciali che in questi giorni ci aiutano nella gestione degli ingressi all’Ospedale. Ci sembra bello collegare così il lavoro di recupero che sta dietro alla realizzazione delle mascherine e del gel igienizzante, e il lavoro di accoglienza che viene svolto per gestire in sicurezza gli accessi alla nostra struttura. Insieme proteggiamo l’Ospedale dal virus, insieme proteggiamo le persone che accedono all’ospedale dal virus. Rilanciamo anche oggi un messaggio di attenzione e di responsabilità: siamo tutti insieme ligi alle regole di autoprotezione e di distanziamento sociale, non abbassiamo la guardia, in particolare negli Ospedali”.

I PRODOTTI

Le mascherine sono realizzate con un tessuto di cotone sottoposto a trattamenti idrorepellenti e antimicrobici. Le 1000 mascherine che verranno donate sono di Tipo I e sono state certificate dall’ISS, ottenendo anche il Marchio CE.

I detenuti producono anche una mascherina classificata come filtrante (capace di trattenere il trattamento antimicrobico oltre i 50 lavaggi e fino a 100), adatto per tutta la popolazione in movimento, tutte le persone che lavorano, le forze dell’ordine, gli uffici aperti al pubblico, gli addetti alla vendita di alimentari, ecc. A differenza di quello certificato questo ultimo modello non è un DPI.

Il gel igienizzante è un prodotto di igiene a base alcolica (60 %min.) per la pulizia delle mani laddove si sia impossibilitati ad effettuare un lavaggio con acqua corrente e sapone. È confezionato in pratiche boccette tascabili per essere tenuto sempre a portata di mano: ne bastano poche gocce distribuite sulle mani per garantirne la pulizia.

 ALCUNI VANTAGGI

Sicuramente quello economico. Il fatto di garantire che i trattamenti effettuati permangono dopo molti lavaggi, consente al cittadino con l’acquisto di una mascherina lavabile di evitare l’utilizzo di molte monouso. Questa proposta si ritiene possa contenere un messaggio importante in termini di sostenibilità economica.

Non solo, l’altro vantaggio, sfuggito ai più, riguarda l’ambiente. La quantità di mascherine monouso (moltissime di dubbia efficacia) è destinata a generare un’ulteriore produzione di rifiuto. Oltretutto sarebbe un rifiuto speciale, con tutti gli accorgimenti da seguire per un corretto smaltimento. Cosa oggi impossibile fuori dagli ambiti ospedalieri, tanto che ai cittadini l’indicazione delle municipalizzate di settore è quella di conferire questa tipologia di rifiuto nei contenitori del secco indifferenziato, avendo cura di usare i guanti monouso per chiudere ermeticamente i sacchetti. Come al solito prima si fa una cosa e poi, quando va bene, si pensa alle conseguenze e alle relative soluzioni.

Ma forse il vantaggio più importante è dato dal valore aggiunto dato dal mettersi assieme di due cooperative sociali e di aziende pubbliche e private, nel riconoscerci comunità attorno a chi in questa emergenza è stato in prima linea.

Il servizio di TG7Nordest


Bando Impresa Organizzata e Consapevole

Bando Impresa Organizzata e Consapevole

La nostra cooperativa, attraverso gli incentivi POR FSE Veneto – Bando Impresa Organizzata e Consapevole DGR 1010/2019, intende favorire il cambiamento organizzativo per migliorare la gestione operativa, nonché favorire lo sviluppo di competenze e abilità per la valorizzazione e la specializzazione delle proprie risorse umane, consentendo loro di aumentare il proprio bagaglio di competenze.

Il progetto ci consentirà di raggiungere il macro obiettivo di realizzare una vera e propria “academy” che permetterà di:
migliorare ed innovare i processi formativi riducendo la dispersione di know-how
rinnovare le competenze tecniche e trasversali delle persone che in Cooperativa Giotto si occupano dei percorsi di apprendimento
– strutturare un processo innovativo di formazione, robusto e uniforme
– creare una metodologia formativa rinnovata, efficace e condivisa
– velocizzare il “time to performance
– acquisire logica e linguaggio delle competenze
– strutturare una mappa di strumenti innovativi per favorire l’affiatamento del Team
– strutturare una mappa di strumenti innovativi per individuare e valorizzare le competenze residue e nascoste del target di riferimento
– supportare il processo di capitalizzazione delle competenze comunque acquisite da soggetti occupati, disoccupati e inoccupati.


La cooperativa Giotto in prima fila per la produzione di mascherine

La cooperativa Giotto in prima fila
per la produzione di mascherine

IL PROGETTO

Ai blocchi di partenza, pronto a reagire ai cambiamenti epocali, c’è in prima linea anche il mondo del no profit e delle “imprese sociali”. Grandi cambiamenti portano a grandi bisogni, ed in questi casi le strade che si aprono sono due: sfruttare i bisogni o rispondere ai bisogni. La parte sana delle cooperative sociali, che è la preponderante, è sempre stata impegnata, e sempre lo sarà, a rispondere ai bisogni delle persone nel miglior modo possibile. Ecco allora che la cooperazione serra le fila e fa sistema, ancora una volta reinventandosi e innovando. E sentendosi parte della risposta nazionale all’emergenza Coronavirus. Legacoop ha dato vita a una rete che già oggi vede dodici cooperative impegnate insieme nella produzione di mascherine di protezione igienico-facciali. Proprio dal territorio Veneto parte l’idea del progetto che vede capofila la cooperativa veronese Progetto Quid, realtà che ha saputo coniugare moda, sostenibilità e inclusione sociale. «Come cooperativa sociale Giotto non potevamo sottrarci a questa sfida» sostiene il presidente Nicola Boscoletto. «Anche noi siamo stati fortemente colpiti dal tornado Coronavirus. Grazie a Dio una parte delle attività (anche se non a pieno regime) sono continuate, ma un buon 50% è stato bloccato. Mossi dalla nostra Mission – “creare (in questo caso un grande risultato sarebbe mantenere) opportunità lavorative tanto per persone normodotate che svantaggiate, sostenute e accompagnate nella scoperta della propria dignità” – ci siamo buttati a capofitto nel cercare nuovi mercati, nuove modalità lavorative per salvare quanti più posti possibile di lavoro e dare al contempo il nostro contributo di fronte a questa terribile emergenza sanitaria. Questa partita la vogliamo giocare fino in fondo, e se dovessimo perderla (ma speriamo di no) vogliamo perderla sul campo, non a tavolino».

IL PRODOTTO

La mascherina è realizzata in tessuto di cotone sottoposto a trattamenti idrorepellenti e antimicrobici. È riutilizzabile fino a 100 volte dopo lavaggio e disinfezione. È un prodotto classificato come “mascherina filtrante”, adatto per chi è in movimento, le persone che lavorano, le forze dell’ordine, gli uffici al pubblico, gli addetti alla vendita di alimentari, ecc. Non sono, va detto in maniera chiara, un dispositivo di protezione individuale (come possono essere le FFP3, le FFP2 e le chirurgiche monouso), per il quale vanno seguite tutte le norme per ogni tipologia.

ALCUNI VANTAGGI

Sicuramente quello economico. Garantire che i trattamenti effettuati permangono fino a 100 lavaggi, consente al cittadino con l’acquisto di una mascherina lavabile di evitare l’utilizzo di 100 monouso. Visto come il mercato si sta comportando (in alcuni casi le mascherine monouso hanno subito un rincaro del 5.000%), questa proposta si ritiene possa contenere un messaggio importante in termini di sostenibilità economica. Non solo, il secondo vantaggio, sfuggito ai più, riguarda l’ambiente. La quantità di mascherine monouso è destinata a generare un’ulteriore produzione di rifiuto. Oltretutto sarebbe un rifiuto speciale nel caso di utilizzo da parte di chi è positivo al Covid 19, con tutti gli accorgimenti da seguire per un corretto smaltimento. Cosa oggi impossibile fuori dagli ambiti ospedalieri, tanto che ai cittadini l’indicazione delle municipalizzate di settore è quella di conferire questa tipologia di rifiuto nei contenitori del secco indifferenziato, avendo cura di usare i guanti monouso per chiudere ermeticamente i sacchetti. Come al solito prima si fa una cosa e poi, quando va bene, si pensa alle conseguenze e alle relative soluzioni.

UN GESTO DI ATTENZIONE

Quando si parla di carcere si fa riferimento principalmente a due categorie di persone, i detenuti e gli agenti, passano in secondo piano altre due categorie, i magistrati di sorveglianza e gli avvocati penalisti. In questo momento critico vogliamo ricordare attraverso un piccolo gesto, il lavoro di tutti i magistrati di sorveglianza. Lo facciamo attraverso il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Venezia Linda Arata e la sua collega di Padova Lara Fortuna, assieme al Procuratore della Repubblica di Padova Antonino Cappelleri. Doneremo le prime 100 mascherine (l’equivalente quindi di 10.000 monouso) realizzate in carcere dalle persone detenute nei laboratori della cooperativa sociale Giotto. Le persone detenute che stanno lavorando a questo nuovo progetto (il caso vuole che siano prevalentemente di nazionalità cinese) assieme a tutti gli altri detenuti della cooperativa Giotto hanno scritto un pensiero che accompagna questo gesto. È un gesto semplice, il primo, che nasce dal cuore di tutti noi che lavoriamo in carcere, detenuti ed operatori esterni. In particolare per le persone detenute, pur dentro tutti gli errori che hanno commesso, poter fare anche dei piccoli gesti di solidarietà li fa sentire più vivi, li fa sentire vivi!

DOVE TROVARE LE MASCHERINE

Per aziende o quantitativi di almeno 50 pezzi, scrivere a Cooperativa Sociale Giotto all’indirizzo mail mascherine@coopgiotto.com; si effettuano anche spedizioni.

PADOVA:

ALTRE CITTÀ:

  • L’Ufficio del centro (mascherine filtranti): via Postumia 153/a, Paese (TV) – Tel. 0422451801;
  • Parafarmacia Sanilandia (mascherine filtranti): via Veneto 29, Chioggia (VE) – Tel. 0415544299;
  • Aqua Altra Coop. Sociale (mascherine CE): Dorsoduro 2999, Venezia – Tel. 0413030605;
  • Rio Terà dei Pensieri s.c.s. (mascherine CE): S. Polo 2559/A, Venezia Tel. 0412960658.


Rassegna TV

https://youtu.be/4y8XjqzhDJ0